Il complesso di telemaco


Il complesso di Telemaco
di Légovich Cristina

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Descrizione
Tra la preistoria e la storia di un individuo c'è il Complesso di Telemaco, un viaggio in crescita nell'abisso di noi stessi, nelle nostre inadeguatezze, nelle nostre paure. C'è l'osservazione del mondo esterno e ostile, di una frequente folle normalità di elementi socialmente omologati e individualmente ottusi che rappresentano ciò che anche noi potremmo essere. O forse dovremmo essere per diventare adulti? Questo è un libro dedicato ai quasi ventenni di cinquemila anni fa e ai quasi trentenni di oggi, quelli disoccupati, traditi, sviliti, ma con il mestiere di un sogno e il millenario dono sapiens di una testa pensante. Perché le storie sono due, intrecciate a distanza di cinque millenni. È un viaggio a Itaca, Pilo e Sparta attraverso gli occhi e le parole del figlio di Ulisse, che finalmente uomo in dieci giorni ritroverà il padre, se stesso e la propria dignità. È allo stesso tempo un viaggio che da Torino conduce alle origini italiche ed europee di una cultura, la nostra, violata dal tempo, dalle istituzioni e da chi le detiene, eppure vibrante e viva nei pensieri della trentenne moderna e disoccupata Tanìt. È uno scritto di profondo amore per l'Italia, liberata a fatica un tempo dagli invasori, e oppressa oggi dalla propria compiaciuta sottocultura obsoleta, di volgo e volgarità. Contro i luoghi comuni, contro la malizia e i pregiudizi che vorrebbero farci tornare indietro, nelle pieghe della Storia dove la felicità non ha mai avuto luogo.


Suona paradossale ma è la realtà, il precario e il precariato sono diventate una categoria sociale ben definita, tanto che siti internet e forum si moltiplicano, così come manifestazioni, rassegne e conferenza che vertono sullo spinoso problema del precario. Lʼappuntamento dellʼ11 e 12 aprile, sarà lʼoccasione per fare il punto sulle precarietà. Il precariato si può tranquillamente definire una piaga sociale, sono tanti i lavoratori che hanno lottato e lottano per la difesa del diritto di tutti a un lavoro dignitoso ma ciò che con sfacciataggine di certe classi politiche si vuol far passare per flessibilità del lavoro, nella realtà si concretizza come un sempre più dilagante sfruttamento dei lavoratori gravemente lesivo della dignità della persona. Se i diritti del lavoratore rappresentano una conquista di una moderna civiltà, non si capisce perché debbano valere solo per alcuni cittadini e non per altri. Se i diritti costituiscono una coperta troppo stretta vince chi tira con più forza? Chi è convinto di questo mette i presupposti per lo scoppio di una vera e propria lotta di classe … e chissà che questa non sia l'unica strada percorribile.

Cristina Légovich, dopo “Memorie su Alessandro” e “Storia dʼamore e di baci. Catullo e Lesbia” ritorna con “Il Complesso di Telemaco” (Ed.Fermento), un singolare parallelismo tra una giovane dei nostri giorni e Telemaco figlio di Ulisse, tutti e due vivono la “sindrome del precario”.

Nessuno si è mai interessato a Telemaco, né in antico né in tempi recenti. È stato dimenticato perché non era tipico. Non è un eroe, non è un servo che si presti allʼoleografia come Euriclea o il porcaro Eumeo, non ha tessuto la tela come Penelope.
Non è nulla prima del ritorno di suo padre Odisseo. Per questo non ha ispirato la letteratura posteriore allʼOdissea, come una figura cristallizzata da lasciare lì dove si trovava. Come i giovani dʼoggi, uomini e donne di recente gioventù e di incerto futuro.
Le storie sono due, intrecciate a distanza di cinque millenni: una giovane dʼoggi e Telemaco.
I Professoroni mummificatori della cultura, solo pronti alla citazione da dibattito politico, alla critica spietata degli ingegni, adesso avranno di che scervellarsi con questa nuova sindrome: “la sindrome del precario”, “il complesso di Telemaco”. Questo libro è dedicato a chi un impegno lʼha portato a termine
e ha un lavoro indegno o non lo trova. Giovani falliti, laureati precari, diplomati allo sbaraglio verso pensioni che arriveranno giusto in tempo per il funerale. Per chi ha studiato tanto per nulla. Per chi sta lavorando tanto per poco. Per chi è estraniato dalla società in cui vive solo perché ci vive non solo in superficie, perché un marziano dei fumetti è più simile a sé dei modelli televisivi. Perché il mondo del
lavoro è fatto di cose deficienti e nel deficit mentale ed economico li rifiuta. Per chi può ancora riderci su.
Gli altri continuino a parlare dei trentenni insoddisfatti, della caduta dei valori che sono i primi ad uccidere, giorno per giorno, con le loro bugie. La Casa Editrice Fermento dedica questo libro a tutti i precari, con un prezzo di copertina molto speciale, solo euro 8,90.


Cristina Légovich è nata a Torino nel 1974 dove vive e svolge lʼattività di docente al liceo. Consegue la maturità classica e la laurea in Lettere classiche, per passione e per missione. Crede in uno stile intimo che evochi in molti il mondo greco antico e latino che ama, traduce e insegna perché la fa stare bene. Ama la musica new wave in una linea che va dagli Skiantos a PJ Harvey, di cui con la chitarra acustica è da sempre nascosta emula. Scrive canzoni demenziali in piemontese e col cugino suona in un gruppo di serenate spontanee sotto i balconi della sua città. Ha pubblicato con questa casa editrice Memorie su Alessandro (Fermento 2004) un libro che ripercorre in un modo nuovo, facendo parlare chi lo ha conosciuto, lʼesistenza di Alessandro Magno, dalla sua infanzia alla decennale impresa di conquista, dalla Macedonia allʼIndo. Storia dʼamore e di baci. Catullo e Lesbia (Fermento 2005).
11-10-2007